venerdì 15 maggio 2015

Dieci frasi per dimostrare che ne di calcio ne sai un sacco




Ecco di seguito dieci frasi pronte all’uso, da utilizzare quando il discorso va a finire sui temi calcistici e tu, donna moderna, non vuoi proprio fare la figura di quella che non ne sa un tubo.

Le frasi vanno comunque utilizzate senza eccessi di saccenza, ma accompagnandole sempre con ironia, sorrisi e buonumore.

Eccole, partiamo dalle più semplici:

FRASE UNO: Comunque Allegri (allenatore Juventus) si è dimostrato un super allenatore: ha fatto star zitti un sacco di scettici.

Una volta che i maschi che hai intorno hanno capito che potresti non essere completamente digiuna di calcio, potresti consolidare la tua posizione con:

FRASE DUE: tutti quanti dovrebbero sperare nella vittoria in champions della juve, se no col cavolo che torniamo ad avere quattro squadre in coppa nei prossimi anni.

E anche

FRASE TRE: mai successo negli ultimi anni che roma e lazio si giochino il secondo posto proprio nel derby. Pazzesco.

A questo punto i tuoi interlocutori sanno che hanno a che fare con un osso veramente duro. Ed è questo il momento di mostrare che ti è appena stata fatta una trasfusione di umiltà:

FRASE QUATTRO (con tono di voce un po’ incerta): ma scusate, ma alla fine a quando l’hanno poi spostata la data della finale di coppa italia?

Fatto questo, puoi passare alla fase in cui dimostri che ne sai sia di campionati esteri che di campionati minori:

FRASE CINQUE: comunque sarà pure arrogante, ma nessun altro tranne Mourinho è riuscito a rivincere con una squadra inglese dopo essersene andato.

E poi:

FRASE SEI: certo che con il Carpi neo promosso e il Bologna che se la gioca, anche se Parma e Cesena vanno in B, l’emilia romagna tiene sempre botta eh …

A questo punto ci potrebbero esser scene di imbarazzo dovute a sospetti gonfiori nei pantaloni dei maschi presenti, causate dal binomio donna + donna che ne sa di calcio.

E’ il momento di finirli: a raffica, sparerai tre bombe una dietro l’altra, parlando di regole di gioco e subito dopo diventerai la loro eroina, nonché la donna più odiata da tutte le loro mogli e fidanzate.

FRASE SETTE: Non so cosa aspetta ancora la Fifa a modernizzare una volta per tutte sto regolamento. Già per l’occhio di falco ci è voluta una vita,

FRASE OTTO: e per il fuorigioco solo nell’area di rigore vogliamo ancora aspettare altri dieci anni?

FRASE NOVE: E poi su: sta cosa che ci si accanisca contro il portiere che se fa fallo in area causa sia il rigore che l’espulsione, è una roba che non si può più vedere.


Se fossi su un palco, in questo momento il pubblico sarebbe tutto in standing ovation per te. E allora tu sorridi, ammicchi, ti tocchi i capelli e ti congedi con la FRASE NUMERO DIECI:

comunque alla fine è logico che noi donne non andiamo pazze per il mondo del calcio. Non esistono undici donne che si rispettino che si vestirebbero in pubblico tutte con la stessa divisa.

Et voilà.

giovedì 6 novembre 2014

E alla fine è successo


E alla fine è successo: l’esito delle elezioni di mid term negli stati uniti è stato un quasi plebiscito a favore dei Repubblicani: la destra conquista dopo otto anni la maggioranza in entrambi i rami del congresso.

La camera era già sua, ora lo è anche il senato, se pur con soli due senatori in più dei democratici. Ma tanto basterà per rendere la vita impossibile al presidente Obama, che si appresta a governare per gli ultimi due anni di mandato come un’anatra zoppa, così lo hanno definito i quotidiani americani stamane.

La vittoria della destra è ancora più netta se si guarda alle sfide nei 36 stati dove si votava anche per il governatore. I repubblicani si sono riconfermati anche in stati in bilico come la Florida e il Wisconsin, mentre i democratici hanno invece conservato la poltrona di governatore nello stato di New York, con Andrew Cuomo, e in California. Sconfitto invece in Georgia il democratico Jason Carter, nipote dell’ex presidente Jimmy Carter

E ora l’appetito vien mangiando: innegabile che il Tea Party sia in rampa di lancio per conquistare lo scranno più alto nel 2016, riprendendosi dopo 2 legislature la poltrona dove sta seduto l’uomo, o la donna, più potente del mondo.

Obama ha già convocato per venerdì una riunione con i due speaker repubblicani di camera e senato: ora staremo a vedere se i suoi provvedimenti si ispireranno a un più conciliante approccio bipartisan o se farà un uso smisurato di decreti e poteri di veto. A mio avviso è molto affascinante la situazione politica che si prospetta: l’elettorato americano non è esattamente tra i più attenti, ma di certo è in grado di rendersi conto se da una parte o dall’altra gli schieramenti si comporteranno da estremisti: non gioverebbe ai repubblicani contrastare aspramente ogni iniziativa del presidente, non aiuterebbe i democratici nel 2016 se obama sfruttasse al 200% le sue prerogative decisionali per limitare i danni di un Congresso ostile.

E chissà che, in verità, la sconfitta cocente dei democratici a due anni dalle elezioni non possa rivelarsi un vantaggio per la corsa del 2016: più precisamente, un vantaggio per Hillary, che rappresenterebbe la candidata “incolpevole” per ogni cosa che non funzionerà nei prossimi 24 mesi: in fondo al potere ci saranno contemporaneamente un democratico (non più ricandidabile) e un esercito di deputati e senatori repubblicani … a volte come recita un detto attribuito al dalailama “non ottenere ciò che vuoi, può, aggiungo io: per Hillary, essere un meraviglioso colpo di fortuna”.

venerdì 7 marzo 2014

8 marzo



Da un sacco non scrivo sul blog, l’8 marzo è un buon motivo per tornare a farlo.


E per toccare l’argomento quote rosa. Fino a poco tempo fa pure a me non faceva impazzire sto strumento: mi sembrava quasi un’ulteriore discriminazione verso le donne, che “hanno bisogno di un tecnicismo per raggiungere la parità”; mi è anche capitato di farmi contagiare dal luogo comune che “si beh però le donne statisticamente si impegnano meno in politica”.

Poi, riflettendo, informandomi, conoscendo … ho capito che sbagliavo e il mio pensiero era una enorme stupidaggine.

Il fatto che sia necessario essersi inventati il meccanismo delle quote rosa deriva esclusivamente e drammaticamente dal fatto che nel nostro paese (e nella maggiorparte dei paesi, a dire il vero) siano sballate le condizioni di partenza, nella corsa all’ottenimento della parità di genere.

Si tratta quindi di usare le quote rosa per normalizzare una situazione che, si spera, una volta tale, potrà velocemente fare a meno di questo strumento: usare le quote rosa per non usarle mai più.

E’ come dare un salvagente a dei naufraghi che in mare stanno annaspando mentre altri hanno già a disposizione un motoscafo (non una zattera eh, proprio un motoscafo); e criticare le quote rosa è come dire che una casa o un ponte che sta cadendo non devono essere puntellati in attesa di aggiustarli, perché tanto se stanno andando giù vuol dire che era inevitabile che succedesse.

Le quote rosa servono perché il sistema va corretto dalle fondamenta: quando il terreno sarà di nuovo in piano, non sbilanciato, non serviranno più.

In questo 8 marzo facciamoci anche qualche domanda, invece che comprare una mimosa o, per i più tirchi, pubblicarne la foto giallissima su facebook.
Domandiamoci perché in Italia non sia mai esistito un presidente del consiglio o della repubblica donna; domandiamoci se la prima forma di discriminazione verso le donne non sia proprio il negare o il continuare a chiedersi nei talk show se in Italia esista ancora; e domandiamoci perché un uomo che ha tante donne è un play boy e una donna che ha tanti uomini è una puttana. Auguri.

giovedì 29 novembre 2012

Miracoli


“Fa spesso più rumore il tonfo di un albero che cade


che una foresta intera, che cresce in silenzio e non si vede.

Il bene non fa notizia, non fa rumore davvero:

ma sulle spalle porta il mondo intero”


Eh già, è proprio così. Il bene non fa quasi mai notizia. Ma ogni giorno succedono dei piccoli grandi miracoli. La definizione di miracolo è molto meno lontana da noi di quanto immaginiamo.

Il miracolo è che Chiara e Andrea abbiano deciso di mollare tutto, compreso il lavoro di lei, di fare il salto nel buio per ritornare nel loro paese natale vicino agli amici, alla famiglia e ora, anche se un po’ appesantiti dalle paure, si stiano lanciando verso il tentativo di essere felici e di rendere sostenibile questa loro felicità. Miracolo è che Vanessa, che non considera un optional le questioni di principio, si stia facendo il mazzo per tentare di superare un esame di stato tosto che prelude a una carriera che probabilmente non sarà mai il vestito migliore che vorrà indossare, ma dato che il senso del dovere non è acqua fresca l’impegno lo porterà avanti fino in fondo.

Poi ci sono Marco e Luisa, che hanno trovato il coraggio di non curarsi del fatto che il periodo storico e la crisi spaventerebbero anche l’incredibile Hulk e hanno comunque deciso di mettere al mondo un figlio, che, si spera, come loro due tenti di vivere lasciando questo mondo un pò migliore di come l’ha trovato. E il miracolo è Anna, una signora di 80 anni che addirittura si commuove perché su una busta a lei indirizzata, un postino le abbia dedicato un gesto di delicatezza gratuita lasciandole un post-it con scritto “Cara Anna, faccia attenzione ad aprirla perché un angolino è un po’ strappato”.

mercoledì 23 maggio 2012

Pubblicità diseducativa: che fare



La prima delle due immagini è una campagna pubblicitaria del Bicchio, un locale "alla moda" di Saluzzo. In seguito ad alcune riflessioni di amici su quanto possano far male pubblicità diseducative come quelle, ecco qualche riflessione in merito.

Accogliendo l’invito al dibattito di Alberto, mi permetto anche io di fare


qualche riflessione e inizio con una premessa che è uno stralcio di un

articolo su una ricerca (non sono un grande amante delle verità svelate

tramite ricerche di vario genere, ma in questo caso può essere un buon

spunto di partenza).

Droga, alcol e televisione. Le influenze della tv sui comportamenti dei

ragazzi

La ricerca è stata condotta su un campione di ragazzi tra gli 11-14 anni, e

i risultati fanno riflettere



Un team di ricercatori della Dartmouth Medical School di Hanover (USA) ha

condotto un importante studio su un campione di 2.400 giovani studenti

americani (11-14 anni) volto ad analizzare la relazione tra esposizione ai

contenuti televisivi e uso di alcol tra i giovani.



Gli studenti sono stati intervistati tramite questionario e ricontattati

successivamente a distanza di 13 e 26 mesi, per monitorare i comportamenti d’uso

di alcol.



I DATI ALL’INIZIO DELL’INDAGINE – All’inizio dell’indagine nessuno dei

giovani esaminati aveva mai utilizzato alcol.



I DATI AL TERMINE DELL’INDAGINE – Al termine dei follow-up circa il 15%

aveva iniziato a bere bevande alcoliche.



LA RELAZIONE CON IL CONTROLLO DEI GENITRI SULL’USO DELLA TV



Il 20% degli studenti ha riferito di essere stato sottoposto ad un

controllo severo da parte dei genitori sull’uso della televisione;

Il 31% di rado aveva visto programmi destinati al pubblico adulto;

Il 21% non era sottoposto ad alcun controllo.



I RISULTATI DELL’ANALISI – I risultati dell’analisi confermano una relazione

tra percezione delle regole sull’uso della televisione e successivo uso di

alcol da parte degli adolescenti.



I giovani a cui era permessa la visione di programmi per adulti, contenenti

numerosi riferimenti all’alcol, corrono un rischio decisamente alto di

iniziare ad usare precocemente questa sostanza;



Infatti, ha iniziato a bere bevande alcoliche solo il 2,9% di studenti

sottoposti ad un severo controllo da parte dei genitori, a fronte del 24,4%

di adolescenti liberi di vedere tutti i programmi;



Lo studio conferma la plausibilità di una relazione causale tra restrizione

dell’uso della televisione e minor rischio di usare alcol.



_______________________________


Io penso questo: non basta e ahimè non credo basterà mai tutto il nostro

grande lavoro educativo e culturale sui contenuti, se non ci decidiamo a

usare anche noi le “armi” giuste. E allora tocca entrare nel gioco e usare

le stesse regole di chi sta già giocando e vincendo da anni.


Chi ha tra i 14 e i 20 anni oggi e vive in italia è indiscutibilmente

immerso fino al midollo in una società in cui la televisione (e più in

generale l’immagine) è più potente di tutti, e basta.



Se già abbiamo qualche dubbio sul fatto che stiamo lottando contro Golia a

mio avviso è inutile che facciamo altre riflessioni. Non c’è gara. O meglio:

ci potrebbe essere e potremmo anche sperare di vincerla sta gara: ma

dobbiamo fare un bel respiro e iniziare ad attrezzarci e allenarci meglio.



Il bicchio, come tanti altri locali, fa probabilmente quello che ci si

aspetta da un bar: poi magari ha esagerato in questa pubblicità, poi magari

qualcuno dei gestori verrebbe anche a un incontro-dibattito, poi … ma il

punto è: perché un ragazzo che passa in auto o a piedi, mediamente, viene

attratto più da quel manifesto che da tutti gli altri? È solo perché non

vedeva l’ora che qualcuno gli proponesse nuovamente l’alcol? O ci sono altre

ragioni?



Io sono convinto che ci sia una difficoltà sempre maggiore di

autodeterminarsi, non solo per i ragazzi, anche per noi adulti. E le strade

per invertire la tendenza sono due:




  • rafforzare tutti gli strumenti idonei a crearsi una coscienza

propria, dei neuroni meno influenzabili che non si scordino che la facoltà

di scegliere è un istinto di natura;



  • ma poi, non meno importante: rispondere efficacemente alla massa di

messaggi pro alcol e pro qualsiasi altra cosa ci anestetizzi (e mi riferisco

anche a messaggi politici) con altrettanti e altrettanto forti messaggi di

carattere inverso.



So bene che non possiamo dall’oggi al domani impadronirci delle tv, della

stampa, ma per esempio su internet già le regole sono diverse (non faccio

accenni al discorso politico, ma allo strumento utilizzato: vi siete chiesti

perché proprio a Parma ha vinto il movimento cinque stelle? Perché gli

amministratori avevano fatto disastri? Perché la gente è stufa dei partiti?

Forse … ma non è una coincidenza che il movimento di grillo non usi le tv ma

internet e che parma sia la città italiana con la più grande copertura wi

fi - gratuito e non - in circolazione) e c’è più spazio per combattere il

“monopolio delle idee”. Credo che a una pubblicità come quella del bicchio,

si risponda con almeno il triplo (visto che partiamo da un bel gap di

differenza culturale) di pubblicità altrettanto efficaci: e non dico

manifesti di pubblicità progresso che dicono “ci hai pensato bene prima di

metterti alla guida?”, che fanno sorgere il dubbio o fanno riflettere …

lanciamo dei messaggi chiari, con verbi al presente indicativo, con immagini

chiare!



I nostri “avversari” dicono forse “Potresti considerare di bere qualcosa

presso il nostro locale?” !!!



Scusate, non sto criticando assolutamente nessuno in particolare e sono

certo che, a Saluzzo come qui a Savigliano o a Cuneo, abbiate e abbiamo

fatto campagne rispettabili (quelle legate agli sforzi di Alberto nel

saluzzese per esempio), io parlo più in generale del tipo di approccio e

delle scelte di metodo che vengono utilizzate.




Quella sopra, la seconda all'inizio del post, è un'immagine efficace!



E come queste ce ne sono in circolazione, per carità. Ma sono troppo poche.

Perchè si ha sempre paura di non essere equilibrati o di pestare i piedi a

qualcuno o a qualcosa ... Io mi immagino i problemi sulle concessioni

comunali per affissione manifesti etc, ma vi immaginate se in ogni luogo

dove c’è il manifesto del bicchio, accanto comparisse questo qui sopra?

Sarebbe un inizio, nulla di più eh. E, scusate se mi ripeto, dico questo

come metodo, come strategia per “marcare a uomo” tutta l’enorme questione

legata alla comunicazione sugli alcolici.







Perché in tv non si può fare la pubblicità delle sigarette ma degli alcolici

sì?



“eh ma la tv basterebbe spegnerla eh, se i genitori ti controllassero”.

Peccato che non lo fanno e allora forse possiamo battere anche la strada di

limitare un po’ i contenuti che in tv passano e tanto saranno visti senza

dubbio dai ragazzi.


Perché non c’è una legge che punisce severamente, non per scherzo, i

supermercati (e i cassieri) che vendono alcol ai minorenni?



“eh ma tanto uno fa entrare l’amico che glielo compra … “ e vabbè, magari è

vero, ma anche la cintura di sicurezza da sola non evita al 100% la morte o

i danni da incidente stradale, eppure qualche anno fa si è deciso di

renderla obbligatoria su ogni auto.


Scusate il dilungarmi, la confusione, forse l’uscita dall’argomento ma, come

Alberto, anche io mi appassiono su queste sollecitazioni!


Non vinceremo mai una gara di tiro alla fune cercando di convincere i nostri

avversari che è un brutto sport o che sarebbe carino se tirassero con un po’

meno forza … dobbiamo tirare dannatamente forte anche noi dalla nostra

parte.

mercoledì 21 marzo 2012

E ma tanto



E ma tanto … c’è la crisi
E ma tanto … dicono che il 2012 sarà ancora peggio dell’anno passato
E ma … tanto … i giovani non trovano lavoro
E ma tanto … chi dovrebbe fare qualcosa o ha perso la speranza o occupa solo la poltrona
E ma tanto … i servizi sociali non possono cambiare niente
E ma … tanto … gli assistenti sociali sono con le mani legate
E ma tanto … “c’ho un carico di lavoro che non sopporterebbe un elefante”
E ma tanto … i tagli scandalosi al sociale … che schifo di momento!
E ma tanto … devo salvare gli altri quando a fine mese con sto stipendio non salvo neanche me?!

E ma tanto, tanto di questo ogni giorno è parte del peso che ci si porta dietro, ipocrita dire che nessuno di noi sia mai stato sfiorato da quelle frasi.

Emoziante però che accada che basti un video di pochi minuti creato da giovani belli, giovani freschi, giovani non rassegnati che vogliono anche essere … giovani assistenti sociali e …
E il cuore inizia a battere più forte, e sembra una mano di vernice fresca sul muro dei sogni e delle speranze professionali che ultimamente guardavamo di traverso o proprio qualcuno di noi aveva la tentazione di smettere di guardare …

Ed è bello sapete? È bello tornare da un convegno così: per una volta, se pur eccellenti, non parliamo dei relatoristudiosiprofessionisti: parliamo di un’occasione che Ba Rose ha voluto dare a quelli che in giro sentiamo definire bamboccioni o sfigati. Beh, la sfiga credo invece appartenga a chi non ha avuto la piacevolissima fortuna di videre il video-lascito che gli studenti del ClaSS di terzo anno di Torino hanno fatto nascere, per i futuri se stessi e per tutti noi colleghi.

E i loro occhi dicevano che per cambiare le cose innanzitutto bisogna credere nelle opportunità che ogni giorno ci passano accanto, se si hanno occhi per vedere.
Perché a volte “la storia, il viaggio” si fa in un'altra dimensione, come in treno: è la prospettiva orizzontale. Noi siamo abituati a guardare davanti, come in auto, come a piedi, come in motorino. In treno invece il mondo ci scorre a destra o a sinistra. E a volte anche nella vita le cose ci passano a destra e a sinistra; e porca miseria noi non le vediamo, o se le vediamo non le osserviamo, figuriamo curarcene.
Troppo concentrati a guardare/sperare avanti, spesso troppo impantanati a guardare indietro

Bravi agli studenti che, pur parlando di futuro, ci hanno certamente fatti rientrare a casa obbligandoci a fermarci almeno un po’ su chi siamo nel presente: che è l’unico tempo che vale pienamente la pena di vivere.

giovedì 15 dicembre 2011

Cosa chiediamo a Mario



L'EUROPA CHIEDE DI AUMENTARE L'ETÀDELLE PENSIONI PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO. NOI CHIEDIAMO, INVECE, DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI , DI ALLONTANARE DAI PUBBLICI UFFICI TUTTI QUELLI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO,O SI DIMETTONO DA SOLI PER EVITARE IMBARAZZANTI FIGURE. DI DIMEZZARE IL NUMERO DI PARLAMENTARI PERCHE’ IN EUROPA NESSUN PAESE HA COSI’ TANTI POLITICI !! DI ELIMINARE TUTTI I POLITICI DELLE PROVINCIE, PERCHE' CI SONO GIA' QUELLI DELLE REGIONI - DA 40 ANNI ! DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO. DI POTER ESERCITARE IL “MESTIERE” DI POLITICO AL MASSIMO PER 2 LEGISLATURE COME IN EUROPA TUTTI FANNO !! DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL’IMPORTO DELLE PENSIONI EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVE), MAX. 5.000, 00 EURO AL MESE DI CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE’ IN EUROPA NESSUNO PERCEPISCE 15/20 OPPURE 30.000,00 EURO AL MESE DI PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA DI FAR PAGARE I MEDICINALI, VISITE SPECIALISTICHE E CURE MEDICHE AI FAMILIARI DEI POLITICI POICHE’ IN EUROPA NESSUN FAMILIARE DEI POLITICI NE USUFRUISCE COME AVVIENE INVECE IN ITALIA, DOVE CON LA SCUSA DELL’IMMAGINE VENGONO ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, CURE BALNEOTERMALI ED ELIOTERAPIOCHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !! Cari MINISTRI, NON CI PARAGONATE ALLA GERMANIA DOVE NON SI PAGANO LE AUTOSTRADE, I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A CARICO DELLO STATO SINO AL 18° ANNO D’ETA’, IL 90 % DEGLI ASILI E NIDO SONO AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO 400/450 EURO COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !! IN FRANCIA LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE PART-TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00 EURO AL MESE COME CASALINGHE PIU’ ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI IN FRANCIA NON PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI DELLE CAMPAGNE DI NAPOLEONE, NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA GUERRA D’ABISSINIA NOI CHIEDIAMO CHE VOI POLITICI LA SMETTIATE DI OFFENDERE LA NOSTRA INTELLIGENZA, IL POPOLO ITALIANO CHIUDE 1 OCCHIO, A VOLTE 2, UN ORECCHIO E PURE L’ALTRO MA LA CORDA CHE STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO SI STA’ SPEZZANDO. CHI SEMINA VENTO,



RACCOGLIE …..TEMPESTA !!!

venerdì 25 novembre 2011

giovedì 17 novembre 2011

Regolamento per le Primarie del Centrosinistra per il Sindaco di Cuneo



Le Primarie





I rappresentanti delle associazioni, dei movimenti e delle forze politiche cuneesi, che si riferiscono all’area di Centrosinistra e che hanno promosso le elezioni Primarie Cuneo 2011 (Centro Lista Civica , Crescere Insieme, Cuneo Domani, Esuli In Patria, Federazione Della Sinistra, Idee e Impegno, La Città Aperta, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà), intendono promuovere la massima partecipazione delle cittadine e dei cittadini cuneesi alla scelta del/della candidato/a alla carica di Sindaco di Cuneo, facendo prevalere le ragioni della loro unità intorno ad una leadership che sia espressione del sentire comune, capace di guidare la coalizione durante la campagna elettorale e di governare nell’interesse della città il Comune di Cuneo per l’intero mandato amministrativo 2012 - 2017.

Quando si svolgono:





domenica 27 novembre 2011





seggio di Cuneo altipiano: dalle ore 8.00 alle ore 22.00
sezioni di Frazione: dalle ore 9.00 alle ore 12,30

Chi può votare




i cittadini che abbiano piena titolarità del diritto attivo di voto per le elezioni Comunali di Cuneo (esibire documento di identità o tessera elettorale)





i giovani residenti a Cuneo che abbiano compiuto il 16° anno (esibire carta di identità)





tutti i cittadini immigrati regolarmente residenti a Cuneo (esibire carta di identità e/o permesso di soggiorno)

Dove






Cuneo
Centro Incontri della Provincia – Sala Falco, Corso Dante, 41
8,00 – 22,00





Bombonina
Circolo Acli - Via Castelletto Stura
9,00 – 12,30





Borgo San Giuseppe
Parrocchia - Via Saliceto, 6
9,00 – 12,30






Cerialdo
Parrocchia - Via San Pio x, 7
9,00 – 12,30





Confreria
Centro di incontro - Via valle Maira, 144
9,00 – 12,30






Madonna dell’Olmo
Pro loco - Via della battaglia, 4
9,00 – 12,30






Madonna delle Grazie
Circolo Acli - Via Cappa, 1
9,00 – 12,30






Passatore
Ass. dilettantistica gruppo sportivo - Via della battaglia, 232
9,00 – 12,30






Roata Canale
Circolo Acli - Via Monea oltre Gesso, 68
9,00 – 12,30





Roata Rossi
Centro Sociale Don Borsotto - Via D. Basso
9,00 – 12,30





Ronchi
Sala parrocchiale - Via Pollino, 4
9,00 – 12,30






San Benigno
Pro loco - Via dell’Abbazia, 5
9,00 – 12,30






San Pietro del Gallo
a.s.d. centro incontri polivalente S. Armando - Via del Bosco, 84
9,00 – 12,30






San Rocco Castagnaretta
Centro anziani - Via Demonte
9,00 – 12,30






Spinetta
Circolo Acli - Via Spinetta 127
9,00 – 12,30





Tetti Pesio
Circolo Acli - frazione Tetti Pesio, 1
9,00 – 12,30

Si raccomanda a ciascuno di accedere al proprio seggio di riferimento, nel luogo e orario indicati. Tuttavia, in caso di impedimento, i residenti nelle frazioni potranno esprimere il proprio voto in orario pomeridiano, presso il seggio centrale di Cuneo.

Agli elettori si richiede il contributo di almeno 1 (uno) Euro per la copertura delle spese organizzative.

mercoledì 9 novembre 2011

mercoledì 2 novembre 2011

Dal profilo pubblico di Enrico Mentana




Rifuggo di solito dalle riflessioni generali, perché comportano inevitabilmente giudizi e valutazioni saccenti e tagliate con l’accetta, del tipo “ti spiego io come va il mondo”, dove spesso c’è più “io” che “mondo”… Ma la sequenza di vertici cui stiamo assistendo, da Bruxelles a Cannes, dall’Europa dei 27 al Gruppo dei 20, ci fa toccare con mano il pericolo sommo di questa fase storica, l’impoten...za della politica. Siamo abituati a parlarne a proposito di Berlusconi o Bersani. Ma la farsa quotidiana si trasforma in dramma se ci accorgiamo che quella stessa inadeguatezza rispetto alla portata dei problemi riguarda tutti i protagonisti della scena internazionale, nessuno dei quali ha in mano ricette valide – e può succedere – e neppure però sa disegnare una prospettiva, un obiettivo, un orizzonte per questa età dell’incertezza. Noi parliamo del crepuscolo del Cavaliere, ma nel volgere di pochi mesi usciranno probabilmente di scena tutti i protagonisti di questi anni, anche quelli che avevano suscitato le più grandi speranze. Tra un anno esatto, il primo martedì di novembre 2012, gli Stati Uniti eleggeranno il loro presidente. Barack Obama fu salutato nel 2008 come il futuro, la nuova America, un tornante della storia del mondo. Un anno dopo, senza aver neppure cominciato a governare davvero, era già Premio Nobel per la pace, simbolo vivente di una nuova era. Oggi Obama è un leader con ridotte possibilità di rielezione, ma soprattutto rischia di essere ricordato come l’uomo che ha portato gli Usa sull’orlo del default, e basta. Il debito pubblico del suo paese è un parte rilevante in mano agli investitori cinesi, il ruolo militare della superpotenza militare americana è ormai limitato, la sua forza diplomatica ridicolizzata da Wikileaks. Ma soprattutto Obama non ha saputo (o potuto, ma in politica è lo stesso) indicare ai suoi cittadini una meta, un’idea di cambiamento, soffocato dalle spire della crisi economica. E così è per tutti gli altri: Sarkozy uscirà di scena dopo una stagione di movimentismo su tutti i fronti (dalla guerra di Libia al direttorio europeo, dal controllo ferreo sull’informazione alla paternità con Carla Bruni) che ha avuto come disarmante effetto di renderlo il presidente meno amato, sondaggi alla mano, della recente storia francese. La Merkel è stata la più brava di tutti, trovandosi a gestire la bancarotta dell’Euro nel ruolo peggiore, quello di socio più ricco e solvibile del club: eppure anche lei è destinata a perdere le prossime elezioni, perché la Germania non le perdona il peccato di generosità ereditato dal suo mentore Helmut Kohl, di aver sacrificato il marco delle formiche tedesche sull’altare di una moneta condivisa anche con le cicale. Stiamo parlando dei soci forti dell’occidente, e il discorso si farebbe più impietoso se allargato ad altri protagonisti: pensate solo alle speranze che aveva suscitato Zapatero in Spagna. La verità generale, che non assolve nessuno, che non cancella le differenze, ma che non può essere ridotta a accidente congiunturale, è che la crisi economica e le incognite del cambiamento nel mondo globalizzato si sono rivelate troppo più forti delle capacità della politica, come avversari di una diversa categoria di peso. Il mondo delle transazioni finanziarie invisibili e istantanee è immensamente più potente di ogni banca centrale o ministero del tesoro. E allo stesso modo il mondo dei social network e delle parole d’ordine in rete batte qualsiasi apparato repressivo o organizzazione diplomatica. All’inizio di quest’anno la protesta spontanea e non prevista da nessun osservatore ha fatto crollare in poche settimane i regimi di Tunisia e Egitto. Qual è il vettore di quelle rivoluzioni? A che nuove forme di nazione porteranno? Ancora oggi non lo sa nessuno. Fino all’anno scorso sarebbe stato impensabile un mondo che sfugge ai suoi leader o ai suoi gendarmi. Peggio: per fare la stessa cosa in Libia la Nato, cioè la potenza militare maggiore del pianeta, ci ha messo più di sei mesi, con esiti tuttora imbarazzanti, e Gheddafi linciato come in una faida tribale. I meno giovani rimpiangono l’equilibrio che per mezzo secolo resse il pianeta dopo la seconda guerra mondiale, tra democrazia occidentale e comunismo sovietico. Non condivido quella nostalgia, ma certo il venir meno di grandi obiettivi di cambiamento, la crisi economica permanente, l’appiattimento del mondo globalizzato, l’assenza di guide internazionali accettate disegnano una scena grigia e incerta, in cui si naviga a vista senza neppure conoscere la rotta né il porto da raggiungere: e nessuno pare in grado di colorare il nostro futuro.

lunedì 24 ottobre 2011

Lettera aperta ai presidenti francese e tedesco (by Peppe Puonzo)








Illustrissimi presidente francese Sarkozy e cancelliera tedesca Merkel,
Voi sorridete quando Vi chiedono di noi, e dentro quel sorriso c'è tutto il fallimento della politica italiana attuale e tutta la sana invidia che avete da sempre avuto implicita nei nostri confronti.
C'è tanto di provincialismo nazionalistico, ma pochissimo di europeo, nel Vostro sorrisetto.

Forse ci conoscete poco.
Perchè altrmenti sapreste sicuramente che abitiamo una nazione straordinariamente bella e ricca di storia, in cui ogni città ed ogni paese sono piccoli capolavori da visitare, da conoscere, da raccontare.
Voi, probabilmente, ci pensate divisi, nord da una parte e sud dall'altro, perchè qualcuno va dicendo in giro che non abbiamo niente in comune tra di noi, senza sapere che le regioni del nord sono abitate da gente del sud, e le spiaggie del sud, d'estate, sono affollate di cittadini del nord.
Italiani, in entrambi i casi.
Forse non sapete, quando sorridete immaginandoci spreconi e spendaccioni, che i nostri nonni ci hanno insegnato il risparmio perchè sapevano poco di politica, di globalizzazione e di Europa, ma sapevano molto di vita vera.
Voi ci descrivete come il paese della mafia e del bunga bunga, degli evasori e dei politici corrotti, del calcio e del disinteresse civico, dei black bloc.
Forse ci conoscete poco, ve lo ripeto.
L'italia, è in gran parte una nazione fatta di gente onesta, che non si vede e non si sente perchè si alza ogni mattina per andare in fabbrica, in ufficio, sui luoghi di lavoro. E' la nazione dei ricercatori che devono andare via ma che nascono qui e qui vorrebbero tornare, se ci fossero le condizioni.
E la nazione fatta da gente umile, abituata al lavoro.
E' la nazione dei giovani che per farci stare in Europa sono costretti in Italia al lavoro precario perchè le riforme di mercato questo pretendono e i governi a questo si inginocchiano.
Cancelliera Merkel , nominata Dama di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (mi piacerebbe conoscerli, i meriti verso la nostra repubblica...) e presidente Sarkozy (che ha sposato un'italiana in seconde nozze...), la grandezza di chi si pone come guida si dimostra anche nella capacità di saper guardare il tutto, e non la parte, specie se è la parte più attaccabile.
Ridete pure, con abbondanza. Guardate pure solo una parte.
Noi andiamo avanti, ci risolleveremo e saremo capaci di cambiare, i politici attuali, così incapaci di costruire futuro se ne andranno.
Perchè i giovani di questa nazione, come i giovani di tutte le nazioni, guardano al futuro e cercano di costruirlo.
Come si può, con mezzi che ci sono, nei tempi che ci si può permettere.
Il riso abbonda, dunque.
Sapete, c'è anche un proverbio, qui da noi, che comincia così: il riso abbonda...